Radici di Betlemme

Radici di Betlemme

Un sostegno concreto agli anziani bisognosi di Betlemme

Qui il dialogo e l’incontro sono forse più difficili che altrove, ma anche più fecondi. Qui dialogare significa “compromettersi”. Senza fare notizia, senza fare chiasso, semplicemente condividendo la vita quotidiana e il servizio agli altri negli ospedali, nelle scuole, nelle attività economiche. Credo che conservare la libertà di amare tutti sia fondamentale oggi, soprattutto in Terra Santa

Pierbattista Pizzaballa, Arcivescovo

Il Progetto “Radici di Betlemme”

Il Commissariato di Terra Santa della Toscana e ATS pro Terra Sancta, attraverso il loro supporto alla Società Antoniana di Betlemme intende sostenere e prendersi cura degli anziani di Betlemme, un gran numero dei quali vivono soli o sono stati abbandonati dalle proprie famiglie. Le emergenze più grandi in relazione alla popolazione anziana della Terra Santa sono principalmente connesse all’assistenza, alla cura delle malattie, ai costi elevati degli interventi chirurgici e all’acquisto di materiale medico e di medicinali.

L’obiettivo generale del progetto è dunque quello di sostenere il centro per anziani della società Antoniana, un luogo in cui tre volte a settimana, sessanta anziani e poveri di Betlemme possono ritrovarsi, condividere un momento di attività ricreative e ricevere un pranzo completo e nutriente.

Luogo

Betlemme – Palestina

Contesto di riferimento – Terra Santa – Territori Palestinesi Occupati, Betlemme

La Terra Santa intesa come Israele e Palestina si trova in una situazione di difficoltà sempre più complessa, a partire dallo scoppio della cosiddetta “Seconda Intifada”, fino all’ultima terribile guerra dell’estate 2014. La popolazione dopo aver intravisto, a seguito degli accordi di Oslo del 1992, una possibile via di pace e convivenza con Israele, a partire dall’Ottobre 2000, ha visto crollare ogni speranza. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, l’aumento dell’intensità del confronto e della violenza hanno costretto i palestinesi a confrontarsi con sfide sempre più dure. I coprifuoco, le incursioni dell’esercito israeliano, le ritorsioni mirate, la proibizione di andare a lavorare in Israele, l’istituzione di posti di blocco sempre più numerosi, l’isolamento di intere città, le difficoltà di movimento, sino ad arrivare alla costruzione del Muro di separazione tra Israele e i Territori. Tutte condizioni, queste, che hanno fortemente diminuito le disponibilità economiche della gente, rendendo le condizioni di vita estremamente dure ed incerte. La chiusura dei territori, infatti, ha causato una forte crescita del numero dei disoccupati: oltre il 50% della popolazione è considerata sotto la soglia di povertà (secondo stime delle Nazioni Unite il reddito medio non supera un dollaro al giorno). La gente è senza speranza, debole e vulnerabile.

In questo contesto i bambini e gli anziani sono coloro i quali pagano il prezzo più alto. Crescendo in un ambiente in cui la violenza è la norma i primi, specialmente se affetti da handicap, sono privati delle esigenze basilari della loro fanciullezza, i secondi, invece, a causa dell’assenza di un sistema previdenziale che garantisca loro una pensione, assistenza medica e supporto sociale, vivono in situazioni di solitudine e abbandono, che raramente vengono affrontate dalla società palestinese che non ha la cultura della cura degli anziani. Proprio per questi motivi si è deciso di scegliere tre realtà presenti sul territorio di Betlemme che si prendono cura di anziani poveri, soli o abbandonati, e di bambini che vivono situazioni di particolare disagio.

I cristiani in Medio Oriente

Radici di Betlemme 1

Il Medio Oriente non conosce tregua. Le emergenze umanitarie continuano su più fronti, il numero dei morti e dei feriti cresce ogni giorno di più, e si fa fatica a vedere uno spiraglio di luce infondo alla spirale di violenza. In una situazione cosi dura e instabile, i cristiani, con la loro presenza costituiscono il fermento di una vitalità unica e contribuiscono a un senso di pluralismo che rende possibile lo sviluppo della democrazia e della pace. Purtroppo, però, questa presenza oggi è messa a dura prova e i cristiani del Medio Oriente – dal Libano, alla Siria, alla Palestina, a Israele, all’Iraq – sono a rischio di estinzione.

La devastazione della Siria e dell’Iraq, la destabilizzazione del Libano e il continuo riaccendersi del conflitto israelo-palestinese, mettono a dura prova la stabilità di questa comunità, che vive un “profondo senso di abbandono” da parte delle autorità legittime e della comunità internazionale e molte volte, come unica soluzione per la sua sopravvivenza, si vede costretta alla fuga. A Betlemme, la presenza cristiana è calata drasticamente: nel 1948, i cristiani rappresentavano l’85% della popolazione, mentre ora sono solo il 28% dei 61mila palestinesi che vivono a Betlemme e nelle zone limitrofe. Invece, se si prende in considerazione il territorio della Cisgiordania nella sua totalità, i numeri sono ancora più bassi: qui, infatti, i cristiani, che per la maggior parte sono greci ortodossi, rappresentano meno del 2% della popolazione. La situazione della Striscia di Gaza, infine, è caratterizzata dalla presenza di 1.300 cristiani, su una popolazione totale che attualmente si aggira intorno ai 1,8 milioni.

Con sempre maggior frequenza i giovani palestinesi scelgono di lasciare casa e famiglia per andare a studiare all’estero. Al termine della carriera universitaria, alcuni rientrano in patria, ma tanti decidono invece di restare a vivere nel paese in cui hanno studiato. Un laureato, infatti, incontra molte difficoltà nella ricerca di un lavoro in patria, nella Cisgiordania occupata, dove l’economia viene mortificata dai continui posti di blocco israeliani, i posti di lavoro scarseggiano e la vita somiglia a quella di una prigione a cielo aperto. Sono tante anche le famiglie cristiane che in cerca di condizioni migliori partono alla volta dell’Europa, degli Stati Uniti, dell’America Latina.

Assicurare protezione a coloro che sono coinvolti nel vortice di violenza di matrice religiosa che dilania il Medio Oriente, cercando di fornire valide alternative a chi decide di lasciare la propria terra, è un imperativo che i Francescani accolgono con coraggio, consapevoli del fatto che in passato furono proprio le comunità di cristiani arabi ad esercitare un ruolo chiave nella costruzione delle società arabe e delle nazioni dell’area. Trovare soluzioni concrete alle emergenze sociali e politiche che oggi minacciano la sopravvivenza delle comunità cristiane in Medio Oriente, significa garantire la sicurezza e la prosperità in Medio Oriente del cristianesimo, una parte indelebile ed essenziale del ricco mosaico mediorientale.

La Custodia di Terra Santa

La presenza dei francescani in Terra Santa risale agli albori dello stesso Ordine dei Frati Minori, fondato da San Francesco nel 1209. Subito apertosi all’evangelizzazione missionaria, col Capitolo generale del 1217, che divise l’Ordine in Province, la loro presenza si ufficializzò nella Provincia di Terra Santa, che si estendeva a tutte le regioni attorno al bacino sud-orientale del Mediterraneo, dall’Egitto fino alla Grecia, e oltre. In particolare, i francescani operano stabilmente a Betlemme dal 1347, presso il luogo che vide la nascita di Gesù.

Oggi, oltre al ministero pastorale, la Custodia si dedica a numerose opere di carattere sociale quali scuole, collegi, borse di studio per studenti universitari, ristrutturazione di nuclei abitativi, fornitura di alloggi per famiglie bisognose, case per studenti, sostegno per la creazione di sezioni artigianali, circoli parrocchiali, case di accoglienza per anziani, doposcuola, laboratori femminili, colonie estive, ambulatori medici, sostegno degenze in ospedale.

Il Commissariato di Terra Santa Toscano si occupa di sensibilizzare le persone verso la conoscenza, la visita e la custodia della Terra Santa. Sua attività principale è sostenere progetti di sviluppo, solidarietà e di assistenza alle realtà di estrema povertà in Palestina, Siria ed Egitto promuovendo in Italia i progetti che la Custodia di Terra Santa e ATS pro Terra Sancta hanno già attivato. A Betlemme si occupa di dare aiuto ai più bisognosi della citta, fornendo cure alla salute delle persone in stato di bisogno, in particolare agli anziani ed alle famiglie, e sostenendo l’educazione dei bambini e dei giovani.

Associazione pro Terra Sancta

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Associazione pro Terra Sancta è il braccio operativo della Custodia di Terra santa, è un’organizzazione non governativa senza scopo di lucro. L’Associazione pro Terra Sancta promuove attività nell’ambito della cooperazione allo sviluppo e della solidarietà internazionale, sostenendo tecnicamente e finanziariamente le opere e le iniziative della Custodia di Terra Santa in Medio Oriente (Israele, Palestina, Siria, Libano, Giordania, Egitto e Cipro).

Le principali aree d’intervento sono raggruppabili in due macro categorie:

  • Emergenza, Educazione e Sviluppo.

Articolata in progetti a sostegno delle frange più deboli della popolazione, quali anziani, bambini e famiglie disagiate; interventi di aiuto specifici in situazioni di conflitto e contesti d’emergenza; progetti educativi e di formazione professionale e attività di costruzione e di manutenzione di immobili.

  • Memoria e Cultura.

Strutturata in progetti di conservazione e valorizzazione di aree archeologiche e santuari; tutela del patrimonio storico, artistico e culturale della Custodia di Terra Santa; produzione e diffusione di materiale informativo sui Luoghi Santi.

Società Antoniana

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Fondata nel 1913 come Organizzazione Non Profit per servire poveri e meno abbienti, nel 1942, la Società Antoniana, aprì la prima casa per anziani dell’area di Betlemme per prendersi cura di donne anziane, vedove o abbandonate dalla famiglia, prive di supporti affettivi, finanziari e assistenziali. Lo staff della Società Antoniana conta 13 membri tra suore, assistenti sociali, infermiere e impiegati di lavanderia, cucina e portineria. Oggi, questa struttura ospita 26 residenti donne e provvede quotidianamente all’assistenza medica e al loro nutrimento, dando loro l’amore e l’attenzione di cui necessitano. Dal 2012, poi, con l’apertura del centro diurno, tre volte a settimana (lunedì – mercoledì – venerdì), la casa si anima ospitando altri 60 anziani, donne e uomini di Betlemme. A loro viene offerta una mattinata animata con attività ricreative e giochi da tavolo, la possibilità di pranzare alla mensa del centro ed un servizio di trasporto sia in andata che in ritorno. Infine, viene loro assicurato anche l’accesso ai farmaci su base mensile. Il servizio sanitario palestinese, infatti, ancora oggi non è in grado di offrire nessun tipo di medicine.

In quest’ultimo anno il Commissariato di Toscana, venuto a conoscenza delle particolari esigenze e difficoltà di questa realtà, ha attivato forme di sostegno economico interpellando e sensibilizzando i benefattori italiani.

Obiettivo Generale

Sostegno ai bisogni primari della Casa di Cura della Società Antoniana. Supporto per l’assistenza ai bisogni primari degli anziani ospiti della Casa di Cura della Società Antoniana attraverso l’acquisto di generi di prima necessità, il finanziamento di cure mediche e visite specialistiche e agli ospiti del centro diurno per anziani poveri e bisognosi di Betlemme e dintorni.

Beneficiari

Beneficiari Diretti

  • Le 26 ospiti residenziali della casa d’accoglienza ;
  • I 60 anziani che partecipano alle attività del “Nadi”;
  • Gli anziani in sedia a rotelle;
  • Le suore e lo staff locale impegnati all’interno del centro anziani e del centro diurno;
  • Gli autisti del mini-bus della Società Antoniana.

Beneficiari Indiretti

  • Le famiglie dei beneficiari diretti;
  • La società civile di Betlemme, Beit Jala e Beit Sahour

Responsabilità

Responsabile del progetto in loco

Vincenzo Bellomo
Ufficio Associazione pro Terra Sancta a Betlemme

Referente per la Custodia di Terra Santa

Fra Matteo Brena, OFM
Commissario di Terra Santa in Toscana
terrasantatoscana@gmail.com

Metodologia di riferimento

Il metodo operativo si basa su quattro principi:

  • La centralità della persona, come beneficiario fondamentale e finale di ogni attività. I beneficiari vengono rispettati e direttamente coinvolti nella definizione dei propri bisogni e delle proprie aspirazioni;
  • La valorizzazione della realtà positiva già esistente in loco, per dare dignità alle iniziative locali, valorizzarle e sviluppare un senso di responsabilità;
  • Il “fare con”, ossia il coinvolgimento dei beneficiari in tutte le fasi del progetto, dalla programmazione all’esecuzione per evitare un approccio assistenziale e calato dall’alto;
  • Lo sviluppo della società civile locale secondo regole di sussidiarietà, favorendo la capacità associativa come espressione di libertà e responsabilità e come forza di sviluppo.

RISORSE NECESSARIE

Cosa si può fare per gli anziani di Betlemme?

  • Con 15 euro contribuisci al trasporto settimanale per un anziano del centro diurno;
  • Con 150 euro sostieni le spese mensili per i farmaci di un anziano con malattie croniche;
  • Con 1.400 euro contribuisci alle spese mediche mensili del centro;
  • Con 1.900 euro contribuisci a garantire a poveri e anziani un pasto caldo al giorno;
  • Con 2.000 euro si può sostenere un mese di attività presso il centro diurno.

COME CONTRIBUIRE

Conto corrente bancario:

Provincia Toscana di S. Francesco Stimmatizzato – Commissariato di Terra Santa

banca Crédit Agricole Cariparma

IBAN: IT71Y0623071081000056897361

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Conto corrente postale:

Commissariato di Terra Santa

C/Cn. 11449519

IBAN IT46K0760102800000011449519

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PayPal o carta di credito:

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