10
Ott
In un libro le presenza francescane in Toscana

In un libro le presenze francescane in Toscana

*di Giacomo D’Onofrio

Il pellegrinaggio della Toscana ad Assisi è stato un momento di particolare festa per i francescani presenti nella nostra regione, non solo religiosi e religiose, ma anche laici.

Nell’occasione, è stato dato alle stampe e distribuito fra i pellegrini, il volume “Presenze francescane in Toscana”, realizzato dal MoFra (Movimento Francescano) della Toscana. Si tratta di un ricco indirizzario di tutte le presenze francescana in ciascuna delle diocesi toscane, con relativi indirizzi e recapiti e alcuni focus sui luoghi francescani più significativi.

Anche questa pubblicazione è stata il frutto del lavoro preparatorio a “La Toscana da San Francesco” ed è stato un dono ulteriore, che arricchisce di significato il pellegrinaggio.

“Come francescani toscani, religiosi e secolari – dice fr. Guido Fineschi, ministro provinciale dei Frati Minori della Toscana e presidente del MoFra Toscana – abbiamo deciso di unirci ai viaggi organizzati dalle Diocesi e insieme come Chiesa e società civile abbiamo manifestato la nostra gratitudine a Dio che non smette mai di visitarci dall’alto come sole che sorge Gesù è il nostro vero Sole, l’unico che sa portare luce e calore alla nostra vita, e Francesco l’aveva capito bene non solo con la testa ma con tutto se stesso! Anche noi siamo andati alla tomba del Santo per essere illuminati e riscaldati dal Vangelo, non semplicemente quello scritto su carta ma vissuto nella carne, come fece appunto Francesco. Una carta particolare, però, Francesco stesso ci ha lasciato e che viene ora conservata nella Basilica assisiate: un pezzetto di pergamena che il Santo, dopo le stimmate, scrisse per frate Leone, a sua consolazione e conferma, con la benedizione biblica da un lato e il componimento delle sue Lodi di Dio dall’altra, sintesi mistica della sua preghiera e della sua esperienza del Signore. L’ho potuta baciare – racconta fr. Guido – esposta sull’altare a fine giornata; l’ho fatto con tanta commozione per tutti i francescani toscani, sapendo che era stata scritta alla Verna, e che ne portava, nella sua piccolezza, tutto il suo ricordo, tutta la freschezza di quel Monte, tutta la grandezza della vicenda di Francesco, tutto l’affetto di frate Leone, tutta la vita in Cristo del nostro Santo patrono di Italia”.

Per i laici francescani, giunti in buon numero da varie zone della Toscana, il pellegrinaggio ad Assisi è stato un ritorno alla fonte della vocazione.

“Grande festa, bellezza e diversità intorno al nostro santo, che ancora oggi parla a tutti, a noi della Chiesa, ma anche a chi sta fuori o a chi ha delle responsabilità istituzionali”, commenta Michela Lazzeroni, terziaria francescana di Pisa e segretaria del MoFra Toscana. “Ho sentito molte belle parole – continua – accompagnate da un’atmosfera di fraternità e da un forte richiamo a uscire, a prendersi cura, ad affrontare più da vicino temi di attualità, che riguardano la nostra umanità sempre più ferita e il nostro mondo sempre più complesso e fragile”.

* Toscana Oggi

 

In un libro le presenza francescane in Toscana