25
Mar
Solennità dell'Annunciazione

Solennità dell’Annunciazione

Carissimi fratelli e carissime sorelle,
anche oggi abbiamo pensato di raggiungervi con una breve meditazione del
vangelo nel giorno in cui celebriamo la solennità dell’Annunciazione del
Signore.
Pensieri semplici, ma mossi da un cuore che tutti vi abbraccia nella forza
della comunione e dell’affetto.
E la preghiera vicendevole sia per ciascuno fonte di speranza e di
consolazione.
Le vostre sorelle clarisse

Una fede a tempo pieno.
Donaci, Signore, la fede
dei poveri in spirito, dei puri di cuore,
dei portatori di misericordia, degli assetati di giustizia.
Accordaci, Signore, la fede dei contemplativi, degli operatori di carità,
dei martiri e dei santi maestri.
Una fede che sia gioia e pace, forza e speranza,
luce e novità, fermento e comunione.
Una fede vigilante e quotidiana,
cordiale, a tempo pieno. 
(Helder Camara)

Al racconto dell’Annunciazione forse ci siamo abituati e non riusciamo più a coglierne la straordinaria portata. La storia della salvezza – quella che Dio ha costruito con gli uomini – ha un nuovo inizio attraverso una sconosciuta vergine di una sconosciuta città di una zona periferica dell’impero. Maria, però, non è ai margini del pensiero di Dio: vi si trova anzi al centro, tanto che l’angelo a lei si rivolge quale Figlia di Sion, per chiedere la sua disponibilità a portare nel grembo un figlio (Lc 1,31), destinato a sedere sul trono di Davide.

L’oscura storia di questa donna, il cui “sì” ha squarciato per sempre la storia dell’umanità, pone in luce il mistero dell’incarnazione, di fronte al quale possiamo unicamente porci in atteggiamento di adorazione, contemplazione e ringraziamento.

Dio entra in una casa, quella casa, poverissima e dimenticata, si rivolge a quella ragazza, giovanissima e sconosciuta, le dice: «Rallegrati». Il saluto indica, in realtà, l’arrivo della gioia promessa con l’avvento del messia. Era la stessa gioia annunciata dai profeti quando parlavano dell’arrivo di Dio in mezzo al suo popolo. Tutto il vangelo è dominato dal senso dell’iniziativa di Dio e tutto sarà frutto di un progetto speciale dove la stessa forza di Dio darà origine alla nuova vita: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio». È qualcosa di così inconcepibile che l’angelo, quasi per aiutare la fede di Maria, le offre una specie di segno aggiuntivo: tua cugina Elisabetta era vecchia e senza figli. Vedi? Dio è capace di fare meraviglie. La grazia di Dio è eterna sorpresa, le sue vie non sono le nostre, le sue iniziative ci sorprendono immancabilmente.

Dio, dunque, è sorprendente ma non irrazionale. Interviene nella storia ed è nella storia che mostra le tracce della sua Presenza, l’azione del suo agire, il soffio del suo Spirito.

Solo Dio poteva darci un uomo come Gesù e a questo dono Maria ha risposto con un “amen”, un sì disponibile, lei, la donna di Nazaret che Dio ha scelto facendola oggetto della sua grazia, della sua benevolenza, del suo amore totalmente gratuito. E Maria non fa altro che dare il suo incondizionato assenso: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». Il sì di Maria ha aperto la strada a Dio fra noi; il suo è un sì pieno, senza condizioni, è il sì più importante della storia.

La Vergine deve essere argomento della nostra meditazione in maniera che si introduca e si sviluppi nel nostro spirito l’immagine del Figlio suo. (J. H. Newman).

Con generosità e fiducia, come Maria, diciamo oggi, ciascuno di noi, questo sì personale a Dio.

Spirito Santo,
santa luce, sicuro luogo di rifugio:
illumina ai credenti la Parola.
Donaci la vera conoscenza di Dio
e la gioia di chiamarlo Padre.
Preservaci, o Santo, dagli errori,
perché sia Cristo il nostro unico maestro,
e aderendo a lui grazie a una fede retta
confidiamo in lui con tutto il nostro cuore. Amen
(Martin Lutero)