
Il Ministro Generale a Poggio a Caiano (PO)
Sabato 11 dicembre 2021 alle ore 17:30, presso la Parrocchia di Poggio a Caiano (PO), il Ministro Generale fr. Massimo Fusarelli ha presieduto la S.Messa in occasione del centenario dell’affiliazione delle Suore Francescane Minime del Sacro Cuore all’OFM. Di seguito l’omelia pronunciata dal Ministro:
III Domenica d’Avvento
100 anni dell’affiliazione all’Ordine Serafico
delle Suore Francescane Minime del Sacro Cuore
Omelia, 11 dicembre 2021
Rallegrati, grida di gioia, esulta e acclama, ci dice Sofonìa. Canta ed esulta, preghiamo con Isaia. Rallegratevi, ve lo ripeto rallegratevi sempre siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti.
Il tono di questa Terza Domenica d’Avvento è quello della gioia, perché il Signore è vicino, viene tra noi, rimane in mezzo al suo popolo.
A un’atmosfera così luminosa fa da contrasto la pagina evangelica, nella quale di nuovo incontriamo Giovanni il Battista, il quale risponde con chiarezza alle domande che gli vengono poste su che cosa si debba fare per la conversione. La risposta di Giovanni ha un sapore di giudizio escatologico che tocca il presente di ciascun ascoltatore. È qui e ora che tu decidi della tua salvezza aderendo al bene oppure lasciandoti andare ad una via ambigua. Se ascoltiamo bene le parole di Giovanni, esse contengono più il tono della promessa che non quello della minaccia. Chi accoglie il dono dello Spirito, che è fuoco, vive in un autentico discernimento e non brucerà come la paglia, ma sarà frumento che splende nel sole di Dio.
Questo chiaroscuro che la parola di Dio ci offre ci ricorda bene qual è la nostra condizione umana: è quel guazzabuglio del cuore di cui parla il Manzoni, quell’indecifrabile mistero dell’essere umano presentato da pensatori, cantato da poeti, cristiani e non cristiani: l’uomo appare sempre come una contraddizione, una tensione mai risolta. La parola di Dio lo sa e ci porta a riconoscere le nostre incoerenze, cadute, incapacità a portare a compimento i nostri stessi percorsi di vita spirituale, pur tanto generosamente disegnati.
La parola di Dio però ci impedisce di ripiegarci su noi stessi e di avvitarci sulle nostre capacità o incapacità. Essa ci annuncia che il Signore è vicino, che viene ad abitare in mezzo a noi, e porta con sé questa promessa: libererà la nostra vita dalla zizzania che la compromette, custodirà il buon grano affinché maturi e porti un frutto sovrabbondante.
E tutto questo non è possibile alle nostre povere forze, ma sta in mezzo a noi qualcuno più forte della nostra stessa buona volontà spirituale. È lui, il Signore Gesù crocifisso e risorto, che ci battezza in Spirito Santo e fuoco e che ci permetterà di portare a compimento ciò che noi con i nostri volontarismi non potremmo mai fare. Il Signore è vicino alla nostra debolezza, al nostro peccato, al nostro desiderio, in una parola alla nostra vita. Allora l’Avvento si propone a noi ancora come tempo di speranza e di attesa, fondati sulla promessa della vicinanza di Dio che addirittura gioisce per noi più che qualsiasi padre per suo figlio.
È in questa atmosfera di gioia e di realismo cristiano che ci ritroviamo qui a Poggio a Caiano a ringraziare il Signore per i 100 anni nei quali il carisma delle Suore Francescane Minime del Sacro Cuore è fiorito anche grazie alla conferma dell’appartenenza all’albero francescano.
Proprio 100 anni fa, infatti, pochi mesi prima che la Beata Madre Fondatrice si addormentasse piamente nel Signore, il mio venerato predecessore fra Serafino Cimino, il 25 Aprile del 1921 concedeva al vostro Istituto l’affiliazione all’ Ordine Serafico. Che cosa significa questo?
Da una parte rappresenta la garanzia che il carisma delle Suore Minime è solidamente radicato nella vivente tradizione carismatica francescana. È la garanzia da parte della Chiesa, attraverso il nostro Ordine, che la Madre Fondatrice non ha inventato nulla; ha scelto piuttosto una tradizione spirituale solida che, grazie al dono dello Spirito, ha potuto vivere nel suo contesto storico e con le sorelle che il Signore le ha donato. Dall’altra parte questa affiliazione permette all’Istituto da 100 anni di godere nella comunione dei Santi dei frutti spirituali che l’Ordine Francescano riceve: la preghiera per i vivi e per i defunti, l’intercessione perché cresca e si sviluppi il bene, la gioia della santità che chiediamo gli uni per gli altri.
Questa memoria non vuole essere appena il ricordo di un passato glorioso, lo sappiamo. Del resto la Madre Caiani non diceva forse Considera gli altri migliori di te e respingi ogni pensiero di vanagloria e di stima propria?
Essa vuole essere allora una sosta umile e benefica nella quale ci chiediamo che volto oggi abbia preso oggi il carisma francescano attraverso la vita e l’opera della Beata Maria Margherita Caiani, così come le sue sorelle lo hanno interpretato con la vita in questi 100 anni.
Nel messaggio che il Santo Padre Francesco vi ha rivolto in questo anno giubilare troviamo scritto:
Il mio augurio è che questo anno possa essere per tutta la Congregazione occasione di fare memoria della vita e degli insegnamenti della Fondatrice, come pure di questi quasi centoventi anni di cammino, guardando anche alle sfide del futuro. È una grazia avere il cuore grato e riconciliato con il proprio ieri e gli occhi pieni di speranza nel domani; guai, però, a rifugiarsi in un passato che non è più o in un domani che non è ancora, rifuggendo dall’oggi in cui siamo chiamati a vivere e operare. Questo anniversario vi chiama a incarnare nel nostro tempo le specificità del vostro carisma. Lo Spirito Santo, che lo ha suscitato all’inizio del secolo scorso, vi doni la forza per riscoprirne la freschezza e la capacità di continuare a profumare il mondo con il dono della vostra vita.
Fare memoria guardando al futuro e non all’indietro: non è forse quello che facciamo nell’Eucarestia, dove facciamo memoria della Pasqua del Signore chiedendo con insistenza il suo ritorno? Il Signore Gesù, crocifisso e risorto, ci viene incontro dal futuro di Dio. Questa è la dinamica di tutta la vita cristiana e anche della nostra vita religiosa.
Per voi, sorelle restare radicate nel carisma francescano non è appena una garanzia di fabbrica, ma è un incentivo a camminare, a guardare avanti. Solo se la vostra storia di oggi è immersa nel presente con lo sguardo rivolto al futuro, il carisma vive. Questo perché il carisma non è un prodotto già confezionato, solo da ripetere. È un dono dello Spirito e quindi è sempre nuovo e prende freschezza e forza a contatto con il Vangelo, il vissuto dei fondatori, dentro la storia in cui siamo inseriti.
Il grido di giubilo che la liturgia oggi ci consegna, si fa veramente profondo in questa nostra assemblea per il dono alla Chiesa e al nostro Ordine Serafico della Beata Madre Caiani e così di tante sorelle nel corso di questo secolo.
Questo inno di gioia si fa anche umile richiesta di perdono, perché certamente non è semplice corrispondere ogni giorno a un dono così grande. Se però abbiamo sperimentato quanto è grande la bontà del Signore, la gioia allora si moltiplica, perché è grazie al suo Spirito che possiamo essere ancora qui a fare memoria guardando con fiducia al futuro che già è cominciato nel nostro presente. Per questo, care sorelle, vi auguro di continuare il cammino in umiltà e letizia, aperte al servizio dei piccoli e dei poveri nei vari campi in cui siete impegnate, sempre più pronte a edificare fraternità internazionali e interculturali in questo tempo di globalizzazione, dove il Regno di Dio ha bisogno di questo segno. E vi auguro di crescere semplicemente nell’amore per il Signore Gesù, che mi sembra il cuore dell’esperienza cristiana e francescana della vostra Madre. E Gesù nell’atto del suo donarsi fino in fondo, del quale il Sacro Cuore è potente immagine. Così facendo la vita di ciascuna di voi e di tutte voi fiorirà nel bene e sarà un segno del Regno di Dio che è vicino, è presente in mezzo a noi, già illumina di futuro il nostro presente.
Ci accompagni San Francesco e la Beata Madre Maria Margherita Caiani, insieme a tante sorelle che vi hanno preceduto nell’attesa gioiosa del ritorno del Signore.