15
Ott
Fr. Massimo Maria, frate minore per sempre

Fr. Massimo Maria, frate minore per sempre

C’era una volta un carabiniere… ora il nostro fra’ Massimo Maria

Questa volta non si tratta di una storiella semplicemente divertente, ma della storia di fra Massimo Maria Berti, che spesso per identificare meglio dichiariamo subito “il carabiniere!”. Domenica 7 ottobre, il nostro fra Massimo, ha celebrato in maniera solenne la professione perpetua dei voti religiosi, stretto ai suoi cari, attorniato dai suoi frati che con gioia hanno ripercorso nella celebrazione tutto il cammino fatto. Le letture della memoria della B. Vergine Maria del Rosario hanno ricordato la gioia di Massimo nel rispondere alla chiamata del Signore che promette cose grandi, superiore ai nostri orizzonti, ma soprattutto la risoluzione di Massimo nel voler fare sul serio, nel voler rispondere in maniera responsabile a un progetto che parla di una Via che conduce alla Croce, si ferma a contemplare il mistero di una Vita donata, di una Vita che parla di eternità, che racchiude in sé il mistero del dolore, ma che conduce alla Vita vera che solo in Cristo possiamo mirare.

Il cammino fatto in questi anni da fra Massimo è un cammino che ha visto anche momenti di pausa, di approfondimento del desiderio della sequela di Cristo, un cammino iniziato a Pisa, anche accompagnato dai terziari ma soprattutto dalle sorelle Clarisse di Lucca che lo hanno tante volte ascoltato, consigliato, accolto e seguito con la loro preghiera! Queste amicizie hanno pian piano aiutato e guidato fra Massimo ad interrogarsi se il Signore non gli stesse indicando la strada della consacrazione totale a Dio, nel carisma francescano. Perché Massimo ormai da tempo aveva iniziato a percepire che oltre alla vita da carabiniere c’è ben altro, perché non gli bastava più trovare e arrestare i colpevoli di un crimine, di un male commesso, e da tempo ormai Massimo percepiva che per fare del bene, per arrivare al cuore di qualcuno non bastano le manette… Massimo aveva ormai incontrato Qualcuno che gli parlava di una dolcezza che arriva dritta al cuore, risana le ferite, placa le liti ed è capace di cambiare i cuori, di portarli dal malessere al bene! Massimo nella comunità di Pisa e dalle sorelle di Lucca aveva incontrato Francesco e Chiara che gli facevano sognare una vita diversa, in cui è possibile davvero vivere “il Vangelo del Signore che per noi si è fatto via”. Francesco e Chiara hanno portato Massimo sotto la Croce, a guardare a Cristo, a contemplare l’Amore che a volte si nasconde dietro o accanto al dolore; negli anni di studentato per Massimo si è rivelato fondamentale il servizio vissuto presso l’infermeria a Fiesole, accanto ai frati più anziani. Molti frati hanno visto in lui il buon samaritano che fraternamente si chinava ad aiutarli, e Massimo vedeva in loro i fratelli che chiedevano un po’ di quell’attenzione, di quell’Amore che potesse arrivare ancora una volta ai loro cuori, memori di aver scelto una vita da mendicanti di Amore, mendicanti di Cristo. E ogni volta era il Cristo a chinarsi sulle sofferenze, ed era Cristo ad arrivare al cuore; per Massimo questo è stato il filo rosso che ha intravisto sempre, fin dalla giovane età.

Grazie Massimo per il tuo coraggio e la tua determinazione a seguire Cristo, grazie per la tua costanza, grazie per la tua presenza così importante a Fiesole. Grazie perché cammini insieme a noi e ci ricordi che, come diceva il venerabile Carlo Acutis: “tutti nasciamo come originali” e che è importante scegliere di non “morire come fotocopie”. Ti ringrazia anche tua nonna che, nella piccola chiesa di Fiesole, domenica 7 ottobre, alla veneranda età di 100 anni, si è commossa perché ti ha finalmente visto vestito dell’abito di san Francesco, perché ha visto fra Massimo Maria, frate per sempre.